
E’ la stagione più affollata: migliaia di turisti animano ogni giorno il paese, nel quale non c’è strada o piazzetta dove non si possa bere qualcosa, mangiare un gelato o fare shopping. Il clou dell’estate è rappresentato dalla festa del SS Salvatore, patrono della città: dal 2 al 6 agosto di ogni anno si fa festa, tra luminarie e festoni di fiori di carta, fino alla tradizionale “ ‘ntinna a mmari ” sul molo della vecchia marina, la processione religiosa per le viuzze del centro storico e i fuochi d’artificio sul lungomare dopo la mezzanotte.
Da
settembre a fine anno. Passata l’ondata dei turisti d’estate
Cefalù torna poco a poco ai suoi ritmi, più lenti e meno caotici. Le giornate
ancora splendide e calde assicurano bagni al mare e abbronzatura fino a tutto
ottobre, senza stress, mentre nel resto dell’Italia già si tirano fuori
cappotti e sciarpe.
Poi arrivano i morti, che portano doni e dolcetti a tutti i
bambini buoni, la raccolta delle olive e dell’olio nuovo con il pane caldo
fatto in casa, la festa di San Martino e infine dicembre, con la Madonna
Immacolata e Santa Lucia che ci portano fino al Natale, tra gli addobbi alle
vetrine dei negozi, il grande abete in Piazza Duomo e il rosso delle stelle di
Natale sulla scalinata della Cattedrale. E’ un periodo ricchissimo di ricorrenze
ed eventi, ideale per riposarsi e per apprezzare i sapori della tradizione
siciliana. Gennaio e febbraio. Sono i mesi del vero inverno in Sicilia: mareggiate che spazzano il molo della vecchia marina, freddo e pioggia in giornate da passare sul divano, con un plaid sulle gambe davanti alla stufa; oppure ideali per una giornata di sci a Piano Battaglia, nell’entroterra madonita a sud di Cefalù o, un po’ più distante, sull’Etna, per sciare con il mare all’orizzonte.
Ma è anche il periodo che, a partire dalla “Vecchia strina” -una vecchietta
senza denti che rappresenta l’anno vecchio che finisce, che la sera dell’ultimo
dell’anno, secondo un’antichissima tradizione, scende dalla Rocca, dove abita,
per andare a portare regali, dolci e caramelle ai bambini- culmina con il
carnevale, festeggiato da secoli in Sicilia, fatto di dolci, maschere e feste,
fino alla sagra agrigentina del “mandorlo in fiore” che finalmente segna la
fine dell’inverno.Primavera. Si dice che il tempo del mese di marzo faccia il matto, in siciliano “marzìa”.
Giornate in cui si passa da un bel sole ad un temporale improvviso. Ma è già un inizio di primavera, che regala scorci di sole caldo inaspettati.
Si comincia con la festa di San Giuseppe, con le sue tavolate, le vampe, gli altari e le sfincie; poi arriva il momento delle manifestazioni religiose del periodo pasquale, delle processioni con il Cristo risorto e dei tradizionali archi di pane in alcuni paesi dell’entroterra.
In Aprile si ricominciano a vedere sulle strade i primi pullman di turisti, soprattutto stranieri, che arrivano in paese: fino a luglio saranno loro i veri protagonisti per le strade del centro, e sono loro ad azzardare i primi bagni al mare, con temperature miti che rappresentano -per loro- qualcosa di simile alla nostra estate.
La natura si risveglia con fioriture di ogni tipo, le giornate incominciano ad allungarsi, e finalmente ci si può rimettere il costume per il primo sole in spiaggia.



